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Bellone

Uva bianca, caratteristica del Lazio, soprattutto nella provincia di Roma.
Ha molti sinonimi fra cui Cacchione, Pampanaro, Bellobuono, Uva Pane, Zinnavacca, Arciprete, Pacioccone.
Ha foglia grande, pentagonale e pentalobata; grappolo medio-grande, conico-cilindrico, a volte con un'ala, semiserrato o serrato; acino medio, rotondo con buccia spessa, di colore giallastro con screziature marroni, con buona presenza di pruina, polpa sciolta a sapore semplice.
Pianta di elevata vigoria e di abbondante produzione anche se non sempre costante e di buona resistenza alle avversità e agli attacchi crittogamici.
Produce notevoli quantità di mosto ed è senz'altro da considerare un vitigno fortemente autoctono della zona dei Castelli Romani e di grande interesse per una viticoltura di qualità e di grande tipicità. La notevole attitudine alla produzione ne consiglia la coltivazione in terreni freschi e fertili e un sistema di potatura ricca per valorizzare la sua attitudine.

Mediamente il grappolo presenta le seguenti caratteristiche:
peso medio gr. 375
peso di 100 acini gr. 306
percentuale dei raspi 3,16%
percentuale degli acini 96,84%


Bonvino Bianco

È un vitigno che va senz'altro inserito tra quelli in grado di conferire delle caratteristiche tipiche al vino. Coltivato anticamente come vitigno a duplice attitudine (vino da tavola) conferisce al vino corpo e armoniosità. Pianta di media vigoria vegetativa, presenta una produttività abbondante. Conosciuto anche con il nome di "Ottonese" nella zona di Tivoli.
Una delle uve bianche più diffuse in Italia meridionale, in particolare in Puglia, ma anche in Emilia Romagna, Lazio, Marche e Abruzzo, dove viene chiamata Trebbiano d'Abruzzo. Fra i suoi sinonimi, Pagadebit e Straccia Cambiale utilizzati in Emilia Romagna, alludono alla sua convenienza, in quanto è un vitigno di elevata produttività. Ha foglia di media grandezza, tri-pentalobata, grappolo medio-grande, conico o cilindrico-conico, spesso alato, semi spargolo; l'acino è medio-grande, rotondo, con buccia spessa e consistente, di colore giallo-verdolino, con macchie marroni. Se utilizzata con alte produzioni, dà vini neutri e assai poco interessati, ma con basse rese e vinificazioni accurate, può dare vini di spessore e lunga durata. Il Bonvino bianco si sta molto diffondendo per la qualità di serbevolezza del prodotto che, in ambienti adatti, si riesce a conservare ad una buon grado di maturità fino anche a tutto Novembre.
È un vitigno che presenta una buona resistenza alle avversità e agli attacchi crittogamici, preferisce una potatura corta.

Caratteristiche medie del grappolo:
peso gr. 323
percentuale di raspi 4,28%
percentuale degli acini 95,72%
peso di cento acini gr. 282


Cesanese comune

Con il termine Cesanese, non si deve intendere "proveniente da Cesena" bensì "proveniente da Cesano" che é una località vicino Roma; trattasi di un vitigno sicuramente importante per la produzione vitivinicola del Lazio. Gli studiosi ipotizzano che questo vitigno appartenga al gruppo delle "Alveoli" citate da Plinio come fonti di copiose produzioni di vino rosso nella zona di Ariccia.
Fino ad alcuni anni fa presentava una notevole diffusione nell'area dei Castelli, unico vitigno rosso coltivato, era molto apprezzato dal consumatore locale. Una certa sensibilità alla peronospora e una accresciuta tendenza del mercato verso i vini bianchi ne ha ridotto la presenza sul territorio. Il vitigno Cesanese è comunque presente in ben 49 vini laziali.
Possiamo distinguere e citare due diverse tipologie di vitigni identificabili come Cesanese: il Cesanese comune e una sua sotto varietà che prende il nome di Cesanese di Affile molto diffuso nel territorio di Piglio, Olevano Romano e di Affile. I due vitigni differiscono in maniera sensibile sia nei caratteri ampelografici che nella qualità delle produzioni.

Il Cesanese coltivato nei Castelli Romani, è diffuso nei territori di Velletri, Lanuvio e Marino e può essere così descritto: Vitigno a bacca nera detto anche Nero Ferrigno, foglia pentagonale di media grandezza. Il grappolo di media grandezza, cilindro-conico, alcune volte alato, serrato o semi-serrato per leggera colatura; acino di media grandezza, ovale o sub-ovale, regolare, buccia spessa, consistente, colore nero-violaceo, molto pruinosa.
Ha una fioritura tardiva, vigoria vegetativa media, produttività media e tendenzialmente costante.
Il Cesanese di Affile ha un portamento meno vigoroso , grappoli decisamente più piccoli.


Malvasia nostrale, o del Lazio o puntinata

È un vitigno molto antico, diffusissimo nell'area dei Castelli Romani è stato oggetto di un progressivo abbandono dovuto alla sua non abbondante fruttificazione.
Le caratteristiche vinificatorie di questo vitigno ne fatto un notevole strumento di tipicità, conferisce al vino un colore giallo oro e utilizzato in miscela con altre varietà tende a conferire un sapore rotondo al vino eliminando le possibili asperità.
Deve essere considerato un vitigno bianco di grande valore, dolce nel sapore, presenta un grappolo non molto compatto rendendolo anche ottimale per la produzione biologica dove l'uso di prodotti di copertura rende più problematico la gestione di vitigni caratterizzati da grappoli molto serrati e compatti e da una certa sensibilità agli attacchi fungini.
Vitigno di medio vigore, con internodi corti e grmogliamento e fioritura tardiva. Foglia con pagina superiore liscia di colore verde scuro e pagina inferiore glabra, grappolo medio forma piramidale, acini medi con buccia pruinosa e spessa.
Segno caratteristico di questa varietà è un puntino nero, molto evidente nell'obellico dell'acino (da cui il termine "puntinata"). Polpa poco succosa e quindi di scarso rendimento in mosto, matura in terza epoca e preferisce potature medie.

Caratteristiche medie del grappolo:
peso del grappolo gr.310
percentuale dei raspi 2,24 %
percentuale degli acini 97,76
peso di 100 acini gr.253


Trebbiano giallo

È il vitigno bianco classico della zona dei Castelli Romani, cioè il più diffuso ed utilizzato come base per i vini bianchi. Questo vitigno è conosciuto anche con altri sinonimi quali: "Greco" nella zona di Velletri, Cori, Zagarolo; "Trebbiano dei Castelli" nella zona di Nettuno e ancora "Greco giallo" o "Rossetto".
Portamento vigoroso con internodi punteggiati da macchie nerastre; foglie medie, a forma tondeggiante e pagina superiore di colore verde scuro, rugosa e pagina inferiore biancastra.
Grappoli serrati, con acini piuttosto piccoli, rotondi con buccia spessa che a maturazione si colora di un bel giallo dorato; matura in terza epoca.
Vitigno che presenta una buona resistenza all'oidio e alla peronospora, esige una potatura lunga poiché le gemme fruttifere si trovano in zona centrale del tralcio.

Caratteristiche medie del grappolo:
peso gr. 273
percentuale dei raspi 3,33%
percentuale degli acini 96,67%
peso medio di 100 acini gr. 212,50


Trebbiano verde

È un vitigno molto simile al Verdicchio di Jesi e di Matelica nelle Marche, molto diffuso nei Colli laziali nel 1800 dove entrava nelle composizioni varietali dei vini almeno per un 7-8%.
Meno vigoroso del Trebbiano giallo, presenta internodi corti, foglie a forma quinquelobata, in autunno si colorano in giallo verdastro.
Grappolo piuttosto piramidale, mediamente spargolo, con acini piccoli, sferici con buccia sottile e di colore giallo verdastro, poco pruinosi. Matura in terza epoca, vitigno abbastanza sensibile all'oidio, predilige una potatura a tralcio lungo.
Meno produttivo del Trebbiano giallo se vinificato in bianco da vini finissimi di color verdoligno molto caratteristico.
Con l'uva di questo vitigno di può produrre un vino da pasto di qualità elevata, di color paglierino tenue tendente al verdolino e gradevolmente amarognolo.
Sicuramente da considerare un vitigno importante per la viticoltura dei Castelli Romani in quanto in grado di fornire caratteristiche che vanno nella direzione di qualificare e tipicizzare le produzioni enologiche dei Castelli Romani.

Caratteristiche medie del grappolo:
peso del grappolo gr 242
percentuale dei raspi 3,66 %
peso degli acini 96,34 %
peso di 100 acini gr 152


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